Tesla Model S, tra mito e realtà – VIDEO

Quando esprimo dubbi sulla gestione industriale della Tesla, puntualmente mi tiro addosso l’ira funesta della curva sud dei Muskoviti, convinta che le mie critiche siano la conseguenza di indicibili interessi. Inutile spiegare che quella dell’auto è un’industria regolata da dinamiche uguali per tutti – a livello progettuale, produttivo e finanziario – e che i misuratori del successo sono anch’essi comuni a chiunque abbia l’ardire di fare macchine. Il sudafricano è infatti riuscito a creare, e il suo genio sta pure in questo, quella che in un recente editoriale (perdonatemi se mi cito) ho definito “una dottrina pagana basata su un’asserzione che non ammette dubbi: la Tesla è tutto tranne che un costruttore d’auto”; in questo modo ha convinto il mondo di essere un inventore di futuro e non un “semplice” imprenditore. Su questo “narrative” si basano non soltanto la paradossale capitalizzazione dell’azienda (685 mila dollari per ogni unità prodotta, contro i neppure 6 mila della GM, dati 2016), ma anche l’adorazione dei fedeli, ai quali il ruolo di avversore dell’establishment piace assai. E l’adesione a una dottrina non ammette dubbi: se m’azzardo a sottolineare la crescente abitudine di Musk di dire balle (vedi la produzione della Model 3) e che gli annunci di ipotetici modelli del futuro servono a deflettere l’interesse mediatico dai triviali problemi dell’oggi, vengo subito investito dall’indignazione dei crociati di Fremont, pronti ad alludere al mio ruolo di utile idiota asservito alla causa del carbon fossile e delle Sette Sorelle. Questa volta, dunque, si parla non dell’azienda, bensì dei suoi prodotti. Lo faccio perché un’analisi corretta sulle potenzialità di una Casa non può prescindere da una valutazione dei modelli che essa produce, al netto delle immaginifiche promesse del suo deus ex machina. E anche per arricchire la discussione con elementi pratici di cui molti non hanno contezza, compresa la massa di fedeli il cui credo è invariabilmente incardinato su assunti fideistici. Chi parla di Tesla, infatti, di solito non soltanto non ne è cliente, ma non ne ha mai neppure guidata una. E quando deve farsi un’opinione preferisce rivolgersi a test ben poco oggettivi, utili essenzialmente ad assecondare i propri pregiudizi.

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